"Madri adolescenti: due minori a rischio"
Un progetto per crescere sereni insieme

Il progetto costa 233 mila euro.
Il contributo di Fondazione Cariplo è di 138 mila euro.

All'Ospedale San Paolo di Milano, dal 2009 ad oggi, 181 di donne giovani, 35 tra i 14 e i 18 anni. Uno staff strutturato per seguire le ragazze nei momenti difficili. Evitando così conseguenze, alle mamme e ai bimbi.

Milano, 25 febbraio 2011- Un servizio singolare, offerto dall'Ospedale San Paolo di Milano insieme alla Fondazione Ambrosiana per la vita, per affrontare un fenomeno del tutto controcorrente quello delle madri adolescenti. Madri italiane (oltre la metà sono italiane), cresciute a Milano, in zone periferiche e marginali. Storie straordinariamente normali ma che racchiudono un disagio e il bisogno di un aiuto concreto.

L'Ospedale San Paolo dal 2009 ha assistito, su 3927 parti, 181 parti in donne di età fino ai 21 anni, di cui 35 in donne tra 14 e 18 anni. La maternità in adolescenza si collega a fattori di rischio che rendono spesso difficoltosa la relazione tra madre e bambino.

 Per aiutare le giovani mamme e i neonati, l'Ospedale San Paolo insieme alla Fondazione Ambrosiana per la vita con il supporto scientifico dell'Università Bicocca e il contributo di Fondazione Cariplo, ha attivato un servizio di Accompagnamento alla Crescita, che ha già in carico 10 ragazze della fase post-natale e 7 nella fase pre-natale.

L'ambulatorio si rivolge alle madri adolescenti e di giovane età e ai loro partner (dai 15 ai 21 anni), con lo scopo di "accompagnarli" nella crescita del proprio figlio durante il primo anno di vita. Il bacino di utenza sono i quartieri periferici della zona 6 e 7 di Milano (Barona, Baggio, etc.) e hinterland sud-ovest, quartieri ad alta problematicità per gli adolescenti dove si registra un alto tasso di abbandono scolastico, devianze e famiglie multiproblematiche.

Dopo la nascita del bambino, le madri adolescenti e i loro partner vengono accolti presso il Servizio di Accompagnamento alla Crescita dell'A.O. San Paolo da neuropsicomotriciste e psicologhe che propongono un percorso longitudinale di monitoraggio dello sviluppo del bambino fino ai 14 mesi. Per situazioni particolarmente problematiche possono essere attivati degli interventi domiciliari in gravidanza e per tutto il primo anno di vita del bambino." Lo scopo- spiega la prof.ssa Cristina Riva Crugnola, Responsabile Scientifico del Progetto e professore associato della cattedra di psicologia dello sviluppo della Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca - è quello di aumentare la responsività della madre verso il bambino diminuendo stati di ansia e depressione, di favorire la creazione di un legame di attaccamento sicuro madre/bambino e di monitorare lo sviluppo neuropsicomotorio del bambino fornendo informazioni ai genitori sulle cure del neonato". Non ultimo il servizio mira a facilitare l'accesso alle risorse del territorio, pediatri, consultori e favorire il reinserimento scolastico e l'accesso al mondo del lavoro.

I fattori di rischio "ostetrici" e "psicologici"- spiega il dottor Alessandro Albizzati Responsabile del Progetto e U.O. Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale San Paolo-. sono molteplici. Dalla scarsa partecipazione al parto e scarsa tolleranza dolore, si passa a un elevato tasso di psicopatologia che può portare a scarse cure parentali e condotte a rischio."

"La vita va difesa, fin dagli inizi – dice Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo – Da sempre la Fondazione opera con specifici interventi per la tutela dei minori a rischio e per garantire i diritti all'infanzia. Questo progetto rientra nell'ottica di sistema: pubblico, privato e il Terzo Settore, una rete virtuosa che quando opera insieme, riesce a dare risposte efficaci ai problemi".

"Con il progetto presentato oggi- dichiara l'assessore alla Salute del Comune di Milano Giampaolo Landi- si riconosce alla maternità precoce tutta quella complessità umana, psicologica e sociale che ne fa un evento impegnativo e molto serio, più di una gravidanza "tradizionale". Decisivo è infatti attivare attorno alla giovanissima madre una rete di aiuti, interventi, realmente fruibili ed accessibili. Proprio come quelli che questo progetto offre alla neomamma durante il primo anno di vita del figlio: educazione alla figura ed al ruolo materno; monitoraggio dello sviluppo neuro-psicomotorio del bambino e del contesto ambientale di crescita. Un intervento di prevenzione del disagio psicologico ed anche sociale che molto spesso caratterizza i ragazzi figli di madri adolescenti. Casi tutt'altro che infrequenti: in Italia ogni anno si contano, infatti, circa 5mila gravidanze under 19. Il nostro Paese però fortunatamente presenta tassi di abortività giovanile fra i più bassi in Europa: 7,2 contro il 24 dell'Inghilterra, il 15,6 della Francia e il 13,5 della Spagna. Ma le cifre sono comunque significative: sempre nel 2008, gli aborti nelle giovani sotto i 19 anni sono stati 10.375. Di questi, 296 sono stati eseguiti da ragazze con meno di 15 anni"."La gravidanza in adolescenza è un trauma- conclude Landi- che può compromettere lo sviluppo evolutivo dell'adolescente futura mamma ed anche quello del bambino".

"L'arrivo di una nuova vita è sempre un dono e sono molto contenta che ci sia un servizio come questo, all'interno dell'Ospedale San Paolo, che supporta le mamme adolescenti nell'affrontare la nascita del bambino. Le ragazze adolescenti sono  più esposte di donne adulte all'insorgere di fragilità nel periodo della gravidanza o subito dopo il parto, per questo motivo è fondamentale intervenire per tempo. Vorrei quindi ringraziare personalmente tutti i volontari che contribuiscono al successo delle politiche sociali delle istituzioni con il loro prezioso aiuto" ha commentato l'assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli

 

 Guarda la rassegna stampa sul progetto "Madri adolescenti"