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Il padre del concepito e l'aborto

Gennaio 2011

Tre domande all'Avv. Franco Vitale di Laboratorio Giuridico della FederVita Lombardia:

1 - Nella interruzione volontaria della gravidanza quale ruolo si configura per il padre del concepito?

E' indubbio che il padre del concepito assume una funzione molto importante, direi determinante, con riguardo alla decisione della donna di abortire o tenere il bambino.
La vicinanza del padre conforta la gestante che cos√¨ puù superare le inquietudini che si presentano specie per una gravidanza non desiderata o quando vi sono situazioni di difficoltà.

2 - Che cosa dice la legge 194/1978 sul padre del concepito?

L'art. 5 della legge 197/78, prevede la presenza del padre del concepito nel consultorio o nella struttura socio-sanitaria, o presso il medico di fiducia (commi 1 e 2 dell'art. 5 cit.) per valutare le circostanze che determinano la donna a chiedere l'interruzione della gravidanza e per esaminare le possibili soluzioni per evitare l'aborto.
La prevista partecipazione del padre tende indubbiamente ad escludere il timore della donna di essere lasciata sola nell'affrontare la gravidanza e nella decisione dell'aborto.
Tuttavia la legge, in aperta contraddizione con quanto sopra rilevato, condiziona la presenza e l'apporto del padre del concepito al consenso della donna. Si dice espressamente che la partecipazione del padre è ammessa "ove la donna lo consenta".
E con questo al padre del concepito si toglie ogni responsabilità nella decisione di aborto che dalla legge viene lasciata con tutta la sua drammaticità alla donna.

3 - Quale è l'atteggiamento in relazione all'aborto del marito o partner, considerata la normativa stabilita dalla legge 194/78?

Per rispondere in concreto a questa domanda mi sembra significativo riportare alcuni dati di uno studio effettuato dalla Segreteria di Collegamento dei Centri di Aiuto alla Vita del Movimento Italiano.
Su 9.500 casi seguiti dai Centri di Aiuto alla Vita nel 2008, 3.230 padri dei concepiti si sono dichiarati contrari all'aborto (34%), mentre consenzienti solo 895 (9,42%), indifferenti 1.014 (10,67%).
Chiudo queste brevi note osservando che l'esclusione del padre del concepito viola l'uguaglianza dei coniugi e nega il diritto del padre al concepimento, con palese contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione.

(Avv. Franco Vitale)

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